Un abbonamento di coaching online costa in mediana 150 € al mese, e metà degli abbonamenti fatturati in euro su Gymkee Pay sta tra i 90 € e i 200 € (agosto 2026). Il tuo prezzo minimo lo calcoli così: ore per cliente a settimana × tariffa oraria × 4,3. Intorno a quel numero costruisci tre pacchetti, fatturati al mese.
Personal trainer online: i prezzi reali nel 2026
La forbice intorno a quel numero è ampia: il 31,4% degli abbonamenti sta sotto i 100 €, il 14% tra i 100 e i 150 €, il 26% tra i 150 e i 200 €, che è la fascia più affollata, il 20,2% tra i 200 e i 300 € e l'8,3% sopra i 300 € (abbonamenti di coaching fatturati in euro su Gymkee Pay, Italia e resto dell'area euro, attivi ad agosto 2026).

In Italia questo prezzo non lo pubblica nessun ente: lo cerchi invano nei report ISTAT sul lavoro sportivo, nei dati INPS sui liberi professionisti o nelle indagini di Sport e Salute, e le fasce che trovi sui blog di settore restano numeri senza una fonte dietro, spesso quelli di chi li ha scritti.
Il riferimento resta il mercato americano, il più grande: negli Stati Uniti un coach online si fa pagare tra i 100 e i 500 dollari al mese per cliente (PTDC, 2025), e la stessa forbice, larga e con molti coach in basso, la ritrovi anche qui. Il tuo prezzo lo calcoli poco più avanti.
Da un capo all'altro della forbice cambia quanto coaching c'è dentro un mese. Sotto i 100 € il cliente riceve una scheda fissa e un resoconto scritto una volta al mese, e per il resto del mese è da solo. Sopra i 300 € il coach gli scrive ogni volta che il check lo richiede, gli aggiusta l'alimentazione senza aspettare la videochiamata successiva e gli tiene libero uno spazio per una chiamata quando serve, non solo a calendario fisso. Nessuno dei due sbaglia il prezzo: vendono due quantità di attenzione diverse.
Perché il coaching online si vende al mese
Se vieni dalla sala, la tariffa a seduta è l'unica che hai mai usato, ed è normale: lì un'ora di lavoro è un'ora pagata, e il conto torna. In Italia questa abitudine ha anche una radice fiscale. Se lavori come istruttore tesserato per una federazione o per un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, come ASI, e la palestra è un'associazione o una società sportiva dilettantistica (ASD o SSD), i tuoi compensi sportivi sono esenti da contributi fino a 5.000 € l'anno e da imposte fino a 15.000 € (Dipartimento per lo Sport, FAQ sul lavoro sportivo, 2024). È un regime costruito attorno al lavoro dentro un'ASD o una SSD: un'ora di sala, un compenso per quell'ora.
Online, con clienti tuoi che ti pagano direttamente, quel regime non si applica: apri la partita IVA, quasi sempre in forfettario, e ogni euro incassato passa da lì. Il prezzo deve reggersi da solo, su quello che il cliente riceve.
E il cliente online compra un mese intero. Dentro quel mese ci sono la scheda che aggiorni quando i carichi si fermano, il check che leggi davvero e la domanda sulle proteine che arriva la domenica mattina, a cui rispondi prima che diventi una settimana persa. In un'ora di sala non ci sta nessuna di queste cose, e infatti non è quello che stai vendendo.
Come calcolare il tuo prezzo minimo (esempio con i numeri)
Il tuo prezzo minimo dipende da due numeri, le ore che dedichi a ogni cliente e la tua tariffa oraria, e si costruisce in quattro passaggi.
- Conta i minuti reali per cliente a settimana. Aggiornare la scheda, leggere il check, rispondere ai messaggi, ogni tanto una chiamata breve. Se gestisci i clienti da un'app di coaching, parti da circa un'ora per cliente a settimana; con un foglio Excel e un gruppo WhatsApp metti in conto un'ora e mezza, perché una parte del tempo se ne va a cercare le cose. Sono punti di partenza: cronometrati per 2 settimane e mettici il tuo numero.
- Scegli la tua tariffa oraria. Parti da quello che chiedi oggi per una seduta in presenza, con la tua laurea in Scienze motorie o il tuo tesserino da tecnico rilasciato da un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. Per l'esempio prendiamo 45 €.
- Costruisci il prezzo minimo. 1 ora × 45 € × 4,3 settimane fa 193,50 € al mese, che arrotondi a 195 € per cliente. Se il tuo minimo è più alto della mediana di 150 €, quello che includi vale più di quanto paga oggi metà dei clienti: o alleggerisci il pacchetto, o restringi la nicchia e tieni il prezzo.

- Fai la prova ad agenda piena. 20 clienti a 195 € fanno 3.900 € di incasso al mese, 46.800 € l'anno. In regime forfettario resti sotto la soglia di 85.000 € (Agenzia delle Entrate, 2026) e in fattura non addebiti l'IVA (Agenzia delle Entrate, circolare 32/E, 2023). Per l'attività di corsi sportivi rientri nel gruppo con coefficiente di redditività del 78%, quindi il reddito imponibile è di circa 36.500 € (Legge 190/2014, allegato 4); se sei iscritto alla gestione separata INPS versi il 26,07%, aliquota invariata rispetto al 2025 (INPS, circolare 8/2026), cioè circa 9.500 €, che deduci prima di calcolare l'imposta sostitutiva del 15%, altri 4.000 € circa. Ti restano circa 33.200 € al netto di contributi e imposta, poco meno di 2.800 € al mese, al lordo delle spese (commercialista, assicurazione, abbonamenti), che nel forfettario non si deducono. Con una partita IVA nuova, se hai i requisiti per l'aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni, restano circa 35.900 €. Altro codice ATECO, altro coefficiente: fattelo confermare dal commercialista.
Il minimo è un limite: sotto non si scende, nemmeno per riempire l'agenda all'inizio, perché ogni cliente preso sotto quella soglia ti mangia ore che nessuno ti paga.
Tre pacchetti di coaching online e i loro prezzi
Un solo prezzo mette il cliente davanti a un bivio, dentro o fuori. Tre pacchetti lo mettono davanti a una scelta, e scegliere è più facile che decidere. È buon senso: nessuna indagine seria lo misura, prendilo per quello che è.
I pacchetti reggono a una condizione: che ogni colonna sia un servizio che il cliente riconosce come diverso.
| Cosa include | Base | Coaching | Premium |
|---|---|---|---|
| Scheda di allenamento | Scheda standard | Su misura, aggiornata ogni 2 settimane | Su misura, aggiornata ogni settimana |
| Alimentazione | Indicazioni generali | Indicazioni sui macro | Piano costruito con un biologo nutrizionista o un dietista (parcella a parte) |
| Check | Mensile, scritto | Settimanale, scritto | Settimanale, in videochiamata |
| Messaggi | Nessuno tra un check e l'altro | Risposta entro 24 ore | Risposta in giornata |
| Progressi | Li registra il cliente | Letti dal coach | Letti e commentati dal coach |
| Lavoro sulle abitudini | Non incluso | Un'abitudine alla volta, verificata al check | Fino a 3 abitudini, verificate ogni settimana |
Adesso dai un prezzo a ogni colonna partendo dal minimo di 195 €:
- Base, 90 € al mese. Qui il lavoro vivo è un quarto d'ora a settimana, una scheda standard e un check scritto al mese, e il minimo puro sarebbe intorno ai 48 €. Lo metti a 90 € per due ragioni: la scheda standard la costruisci una volta e la riusi, e a 48 € ti arrivano i clienti che comprano solo il prezzo.
- Coaching, 195 € al mese. È il tuo minimo, preciso. Vuoi che sia il pacchetto scelto più spesso, quindi è questo che deve coprire le tue ore.
- Premium, 340 € al mese. Il check in videochiamata, le risposte in giornata e il coordinamento con il biologo nutrizionista o il dietista che fa il piano (la sua parcella la paga il cliente, a parte) portano il tempo a quasi due ore a settimana, 1,75 nel calcolo: 1,75 × 45 € × 4,3 fa circa 339 €, arrotondati a 340 €.

Base e Premium esistono per rendere il Coaching la scelta ovvia: uno fa da porta d'ingresso, l'altro fa sembrare ragionevole il prezzo di mezzo.
Perché i tuoi pacchetti reggono solo se il cliente li vede
Giulia allena a Bologna e a marzo ha aperto tre pacchetti. Sulla carta sono tre offerte diverse; nei fatti lavora da un foglio Excel e da un gruppo WhatsApp, e la differenza finisce per non farla mai: il check dei clienti Coaching arriva due giorni dopo, la videochiamata dei Premium salta una settimana su due. A luglio tre clienti Premium erano tornati a Coaching, e uno le ha scritto una riga sola: «tanto il servizio è quello». Il problema non è il listino, è che dal telefono di un cliente i tre pacchetti hanno la stessa faccia.
Prova a immaginare la stessa settimana dentro Gymkee. Marco è un cliente Coaching: giovedì sera gli arriva la notifica del check e risponde dal divano in due minuti, senza risalire una chat lunga un mese. Il venerdì la scheda è già aggiornata sui carichi, con la nota della coach sotto lo squat che gli era pesante. Le foto se le confronta da solo, scorrendo indietro fino a marzo. Un cliente Base, nello stesso momento, apre Gymkee e trova la scheda del mese e nient'altro, perché è quello che il suo pacchetto include; l'app per personal trainer è la stessa, il contenuto no: la differenza tra i due pacchetti si vede senza che nessuno debba spiegarla.
Il pagamento ricorrente per personal trainer si configura una volta e l'abbonamento da 195 € si rinnova ogni mese senza che né la coach né il cliente ci pensino più. Non cambia il prezzo, cambia il tempo: spariscono i vocali del sabato per spiegare a chi ha già pagato che cosa sta pagando. Prova Gymkee con i tuoi pacchetti: 14 giorni gratis, senza carta di credito.
I numeri di fatturazione raccontano la stessa cosa dal lato del coach. Tra i coach la cui prima fattura su Gymkee Pay ha almeno un anno, in tutti i mercati in cui Gymkee fattura, l'incasso mensile mediano al dodicesimo mese è superiore di circa due terzi rispetto al terzo mese (fatto 100 il terzo mese, il dodicesimo sta a 167), e il 58% di loro incassa di più (dati Gymkee Pay, agosto 2026).

Due avvertenze. Questi numeri non dicono se l'aumento viene da più clienti o da prezzi più alti, e non dimostrano che il merito sia di Gymkee: sono coach che hanno continuato a fatturare, e chi continua di solito cresce. Con un servizio visibile, però, più clienti e prezzi più alti diventano entrambi più facili da ottenere.
Abbonamento mensile, percorso a durata fissa o coaching ibrido
L'abbonamento mensile va bene per la maggior parte dei coach, ma il prezzo minimo ti serve anche negli altri due modi di farti pagare.
Il percorso a durata fissa. Un obiettivo con una data, il matrimonio di giugno o la settimana bianca di febbraio, con la data già sul calendario, venduto in blocco: il tuo minimo mensile per il numero di mesi. Funziona quando il risultato è concreto e il cliente lo vuole entro quella data; il punto debole è la fine, quindi il rinnovo lo proponi due settimane prima della chiusura.
Il coaching ibrido. Il coaching online come base, più una o due sedute in presenza al mese: il tuo minimo mensile più la tua tariffa a seduta per le sedute incluse. Per cliente rende di più, ma lo puoi vendere solo a chi può raggiungerti di persona.
Per i pacchetti di sedute, gli allenamenti di gruppo o i programmi venduti singolarmente trovi 7 modi per fissare il prezzo dei tuoi servizi di personal training, calcoli compresi.
Confronta il tuo prezzo con il tuo mercato, poi parti
Prima di pubblicare un prezzo, guarda chi il tuo cliente ha davvero aperto prima di scrivere a te. Non i profili con più follower: i coach che lavorano sul tuo stesso problema, nella tua stessa fascia di esperienza. Chi prepara una prima mezza maratona e chi segue il rientro dopo un'ernia vendono mesi molto diversi, anche se la parola in bio è la stessa. Apri i loro pacchetti e leggi cosa includono davvero: quando un prezzo più basso del tuo ti spaventa, quasi sempre dentro c'è meno lavoro.
Il primo prezzo che pubblichi deve essere un numero che riesci a dire a voce, a un cliente, senza aggiungere «ma per te facciamo». Quel primo listino ti segue: diventa la recensione, il passaparola e il riferimento di chi arriverà dopo. Alzarlo si può, e aumentare i prezzi senza perdere clienti è più semplice quando hai già persone in attesa che qualcuno lasci un posto.
Il calcolo del prezzo minimo lo spiega Mo in un video del 2022 su quanto far pagare il coaching online. I prezzi di quel video sono vecchi; il modo di ricavare il numero no.
FAQ
150 € al mese per il coaching online sono un prezzo giusto?
È il prezzo mediano degli abbonamenti di coaching fatturati in euro su Gymkee Pay (dati Gymkee Pay, agosto 2026): metà dei clienti paga di più, metà di meno. Se è giusto per te lo decide il tuo prezzo minimo. Con un'ora a cliente a settimana e 45 € l'ora, il minimo è di circa 195 €, e a 150 € stai regalando 45 € di lavoro a ogni cliente, ogni mese.
Quanto chiedere per il coaching online se sono all'inizio?
Il tuo prezzo minimo, calcolato sulle tue ore e sulla tua tariffa oraria, invece del prezzo più basso che vedi in giro. Un prezzo basso ti porta clienti che ti stanno solo provando, e alzarlo dopo, quando si sono abituati a quella cifra, rischia di costarti dei clienti. Se hai paura di non riempire l'agenda, riempila con un pacchetto Base a prezzo pieno invece che con uno sconto sul Coaching.
Per il coaching online conviene farsi pagare a seduta o al mese?
Al mese. Nelle quattro settimane che il cliente paga ci sono la scheda, i check e i messaggi che gli mandi tra un allenamento e l'altro: un prezzo a seduta conta solo l'ora in cui siete insieme e lascia fuori tutto il resto. Al mese è anche più comodo nel forfettario: incassi ricorrenti, nessuna IVA da addebitare in fattura sotto la soglia di 85.000 € (Agenzia delle Entrate, 2026) e una previsione di fatturato che puoi già fare a gennaio.
Quanti clienti online può seguire un coach?
Dipende dalle ore che dai a ciascuno. Con circa un'ora a cliente a settimana e 30 o 35 ore di lavoro a settimana, arrivi a 20 o 25 clienti, tenendo un margine per la parte amministrativa. 20 clienti a 195 € fanno 3.900 € al mese. Se aggiungi clienti oltre le tue ore senza prima alzare i prezzi, ti bruci proprio quando l'agenda dovrebbe pagarti di più.
Posso usare i compensi sportivi per il mio coaching online?
In generale no. L'esenzione dai contributi fino a 5.000 € e dalle imposte fino a 15.000 € vale per i compensi che un'ASD o una SSD paga ai propri tesserati (Dipartimento per lo Sport, 2024). Il coaching venduto direttamente a clienti privati passa dalla partita IVA. Verifica il tuo caso con il commercialista prima di pubblicare i prezzi.